La prospezione geofisica

La fase successiva del lavoro di campo ha visto l'impiego di due metodologie complementari: la geofisica e la raccolta di materiale archeologico dalla superficie (o ricognizione archeologica), che permettono di capire, rispettivamente, l'organizzazione spaziale degli edifici interrati e la loro cronologia e funzione.

Due tecniche geofisiche sono state utilizzate: la magnetometria e la resistività che hanno permesso di individuare e mettere su mappa i resti delle strutture archeologiche presenti sotto la superficie nell'area di Portus. L'utilizzo di tecniche di prospezione geofisica, in particolare della magnetometria e della resistività, ha visto negli ultimi anni uno sviluppo notevole in Gran Bretagna, soprattutto a seguito della disponibilità di strumenti tecnici sofisticati e di software in grado di elaborare i dati. La tecnica della resistività misura le variazioni nella resistenza al passaggio di un flusso di corrente elettrica attraverso il suolo; la presenza di strutture murarie è pertanto rappresentata da bande di anomalie ad alta resistenza elettrica. La magnetometria misura invece variazioni nel magnetismo del suolo causato dalla presenza di strutture sepolte, per esempio fornaci, focolari, fosse, strade e muri. La magnetometria e la resistività vengono spesso utilizzate come tecniche complementari.

Il metodo della resistività
Il metodo della resistività