La prospezione geofisica (Continua)
Per l'indagine geofisica, quadrati di 30 metri per lato sono stati posizionati sul terreno mediante un teodolite elettronico e, le letture geofisiche sono state effettuate a 0.5 metri di intervallo lungo traverse di 1 metro, per un totale di 1800 letture per quadrato. La magnetometria è stato il metodo predominante utilizzato a Portus, trattandosi di una tecnica efficace e allo stesso tempo rapida; la resistivita è stata impiegata per indagare, in maggiori dettagli, aree di particolare interesse, o zone che non presentavano una chiara lettura magnetometrica. E'importante notare che i risultati geofisici possono essere compromessi dalle caratteristiche geologiche dell'area; in generale i metodi geofisici consentono di ottenere dei buoni risultati in quelle aree che presentano differenze significative tra le proprietà magnetiche o elettriche delle strutture archeologiche sepolte e quelle della geologia circostante. La magnetometria e la resistività sono state realizzate, rispettivamente, con un Geoscan Research FM36 Fluxgate Gradiometer e con un Geoscan Research RM15 Resistance Meter, strumenti disponibili sul mercato. Le letture geofisiche, registatate durante il lavoro di campo, vengono automaticamente immagazzinate nella memoria elettronica degli strumenti e, possono essere scaricate direttamente su computer portatile e elaborate per mezzo di software quali Geoplot ed Insite. Tali software sono dotati di alta capacità di elaborazione grafica e di massimizzazione delle qualità visive delle immagini.
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I risultati della propspezione magnetica a Porto
L'immagine illustra i risultati della prospezione magnetica a Porto, essi vanno letti assieme alle caratteristiche topografiche del sito (vedi indagine topografica), e alle diverse fasi interpretative storiche del porto: il periodo pre- Traianeo, Traianeo e tardoantico (vedi Porto in età romana).
Le linee scure e le chiazze nere rapprasentano forti anomalie magnetiche, e indicano la presenza di muri, strutture e canali al di sotto della superficie. I risultati pertanto denotano l'esistenza di edifici lungo i lati del bacino esagonale di Traiano, e la presenza di un canale, una strada, un acquedotto e ulteriori edifici fra il porto e il fiume Tevere, come è possible vedere a destra nell'immagine.






