Relazione 2011

Lavoro sul campo nel 2011

Tra fine marzo e inizio maggio 2011 si é svolta la quarta campagna di scavi a Porto. Anche se questo rientra nel progetto Portus in the Roman Mediterranean, finanziato dall’AHRC, rappresenta una continuazione degli scavi precedenti del 2007, 2008 e 2009 intraprese dal Portus Project (finanziato dall’AHRC). Il lavoro è stato diretto da Simon Keay (Università di Southampton / British School at Rome (BSR), con Graeme Earl (Università di Southampton), Fabrizio Felici (Cooperativa Parsifal, Roma), Stephen Kay (BSR), Roberta Cascino (BSR), Penny Copeland (Università di Southampton) e Christina Triantafillou, con l’assistenza di un team di archeologi dell’Università di Southampton e della BSR, dell’Università di Roma la Sapienza e da archeologi professionisti italiani.

Lo scavo

Lo scavo si é incentrato sull’Edificio 5, che si trova immediatamente a sud-est del Palazzo Imperiale al centro del porto. Questo faceva parte di un più ampio complesso di edifici che erano stati costruiti attorno al Palazzo Imperiale ab initio nel tardo periodo traianeo. Lo scavo condotto nel 2008 e nel 2009 aveva esposto un tratto della facciata nord dell’edificio che era stata incorporata nelle fortificazioni nel quinto secolo (Mura Costantiniane), così come scoprire l’estremità settentrionale di quello che sembrava essere stato un passaggio e una scala. I risultati dello scavo nel 2011, insieme a una ri-analisi delle strutture stanti, delle ondulazioni della superficie e le anomalie geofisiche (GPR e magnetometria) suggeriscono che l’Edificio 5 era un’unica struttura che comprendeva tre sezioni distinte (sezioni 5.1, 5.2 e 5.3) che si estendevano per circa 247m verso est dalla facciata occidentale del Palazzo Imperiale fino all’angolo tra i lati VI a I del bacino esagonale di Traiano.

Gli indizi attuali che ci suggeriscono che questo edificio era un navalia composto da campate coperte da volte che si trovavano fino a circa 18m di altezza e si aprivano sul bacino (Keay, Earl, Felici et al. 2012). Ognuna delle sezioni dell’edificio era composto dalla seguente sequenza di spazi costruiti: (1) un passaggio di circa 4m di larghezza, (2) tre campate strette e parallele di circa 11-12m di larghezza, (3) un passaggio largo circa 4m e (4) un’ampia campata di circa 20m di larghezza. Lo scavo condotto da marzo a maggio 2011 (sondaggio 1) si è concentrato principalmente sul lato settentrionale e orientale della sezione più occidentale dell’ Edificio 5 (5.1), e in particolare sulla zona immediatamente a sud del vano scala inizialmente scavato nel 2008 e nel 2009. I resti dei pilastri che definivano il lato occidentale di una delle ampie campate del palazzo e un livello del pavimento associabile con lo stesso e databile al periodo traianeo sono stati scoperti in questa occasione. Uno scavo ad ovest del percorso pedonale moderno, ha messo in luce il passaggio adiacente (di circa 4 m di larghezza).

Durante la quinta stagione di scavo si é intrapresa nel mese di luglio, e successivamente tra la fine di agosto e novembre, con la stessa squadra della quarta stagione, in collaborazione con Angelo Pellegrino e con il sostegno della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma (SSBAR). L’attenzione è stata focalizzata sulla parte dell’Edificio denominato come 5.2 e in particolare sul passaggio (sondaggio 2) e una delle baie strette (Sondaggi 3 e 4) immediatamente ad est dello stesso. Quest’ultimo ha confermato che la baia stretta è circa 11.50m di larghezza, confermando le indicazioni iniziali, e che era definita sul suo lato occidentale da otto pilastri integrati all’interno della parete nord-sud, e da otto pilastri free-standing sul lato orientale. I resti del pavimento databili all’epoca di  Traiano rivelano due linee di buche di palo che vanno da nord a sud, così come segni di abrasione e un deposito di chiodini di bronzo per navi sulla superficie. Molto meno è sopravvissuto del pavimento del passaggio adiacente.

Gli scavi hanno inoltre rivelato evidenze per i significativi cambiamenti strutturali avvenuti all’Edificio 5 nel tardo II°, e di nuovo all’inizio del III° secolo dC. Essi sono meglio compresi nel contesto degli altri sviluppi strutturali del Palazzo Imperiale stesso, nell’istituzione dei Grandi Magazzini di Settimio Severo, e nella eventuale unificazione di tutti e tre in un unico complesso. Come con il Palazzo Imperiale, ci sono stati grandi cambiamenti nella funzione dell’Edificio 5 nel V​​° e VI​​° secolo dC. In seguito alla demolizione di gran parte del complesso, le fortificazioni (Mura Costantiniane) sono state costruite lungo il suo lato settentrionale nel tardo V° secolo dC, anche se era previsto un piccolo passaggio che è stato successivamente bloccato all’inizio del VI° secolo dC. Questo periodo ha visto anche la diffusione delle sepolture nelle rovine dell’Edificio 5, così come era accaduto all’interno del Palazzo Imperiale.

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