Portus nel periodo tardoantico

Le evidenze storiche e archeologiche documentano che Portus continuò ad essere un porto importante fin nel VI secolo d. C. ed oltre. Agli inizi del V secolo il porto venne circondato da possenti mura difensive, le cosiddette Mura Constantiniane, e fu provvisto di una fortificazione interna, nota oggi come l'Arco di Santa Maria (Fig. 1). Le mura sono visibili lungo il versante interno del sito ed incorporano il Tempio di Portuno. La cinta muraria circondava l'area dei magazzini e gli edifici lungo il lato settentrionale del bacino esagonale. È difficile valutare quale fosse l'estensione del sito in questo periodo, tuttavia, è facile ipotizzare che l'area abitata fosse molto più ridotta che in passato; un'eccezione è data dalla Basilica Portuense, una delle prime basiliche cristiane sviluppatasi su più antiche strutture nelle vicinanze del bacino esagonale nel corso del IV, V e VI secolo d. C. I risultati dell'indagine suggeriscono che con la fine del V secolo l'area compresa tra le Mura Constantiniane e il fiume Tevere era meno densamente occupata che in passato. Tale evidenza, tenuta in conto con l'esistenza di alcune sepolture, lì dove sorgevano I magazzini, suggerisce che nel VI secolo, sebbene Portus continuò a servire Roma e a rappresentarne la principale via di rifornimento, la sua importanza portuale si era notevolmente ridimensionata.

Ricostruzione interpretativa dell'area portuale di Porto in età tardoantica basata sui risulatati geofisici e tografici
Ricostruzione interpretativa dell'area portuale di Porto in età tardoantica basata sui risulatati geofisici e tografici

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