Il porto pre–Traiaeo: Il Porto di Claudio
Roma non dispose di un porto vero e proprio fino alla metà del I secolo d. C, quando l'imperatore Claudio iniziò la costruzione del porto artificiale di Portus, presso la foce del fiume Tevere, alcuni Km a nord dello scalo fluviale di Ostia, e noto come il Porto di Claudio. Questo era costituito da un enorme molo ricurvo in calcestruzzo che si estendeva nel mare fino ad inglobare un massiccio ancoraggio artificiale, una parte di cui costituiva la base di sostegno di un faro monumentale costruito ad imitazione del Pharos (Faro) di Alessandria (Fig. 1). Lungo il suo lato interno il porto presentava una serie di banchine e portici per la sosta dei commercianti e delle merci in transito, esso, inoltre, era collegato al Tevere per mezzo di due canali. La scelta del luogo fu alquanto singolare, in quanto questo tratto di costa era esposto a venti e a correnti d'acqua, mentre il Tevere stesso depositava constantemente detriti sabbiosi che avrebbero ostruito il porto a meno che non venissero puntualmente rimossi. Nel 62 d. C. si verificò un maggiore disastro: una tempesta abbattè almeno 200 navi ancorate nel porto, evindeziando la scarsa affidabilita del bacino.
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Ricostruzione interpretativa del porto pre-Traianeo (Porto di Claudio) sulla base dei risulatati geofisici e tografici






