Il Porto di Traiano
Traiano ingrandì il porto notevolmente dotandolo di depositi e infrastrutture tali da agevolare, probabilmente, il rifornimento di grano da Alessandria verso Roma, che, nel frattempo, veniva sbarcato a Pozzuoli, nella baia di Napoli. Quest'opera di ingrandimento, nota come il Porto di Traiano, comportò la creazione di un enorme bacino a forma di esagono nell'entroterra, appena dietro il porto di Claudio, ancora in funzione, e connesso ad esso tramite un piccolo canale. Esso fu ideato come un porto più interno allo scopo di sostituire, su vasta scala, le funzioni della darsena in grado di accomodare un gran numero di navi. Magazzini più grandi vennero disposti lungo almeno cinque dei sei lati del bacino esagonale (Fig. 1 ). Il porto, inoltre, incorporava la darsena e un nuovo complesso di canali costruito per collegare la Fossa Traiana, il bacino esagonale e il più antico porto di riva (Fig. 2 ). L'accesso all'insediamento sull'Isola Sacra, a sud della Fossa Traiana, fu reso possibile grazie alla creazione del Ponte di Matidia, da cui si snodava un percorso che proseguiva a sud verso Ostia. Una volta completato, il complesso che incorporava il Porto di Claudio e il Porto di Traiano, funzionava come un unico sistema portuale.
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Ricostruzione interpretativa del Porto di Traiano sulla base dei risulatati geofisici e tografici
L'indagine archeologica ha permesso di ampliare considerevolmente il quadro delle conoscenze archeologiche del bacino esagonale. Per esempio, nella zona centrale dell'area opposta all'entrata dell'esagono e'stato rinvenuto ciò che si pensa essere un tempio rettangolare circondato da un recinto porticato. Questo tempio potrebbe essere stato dedicato a Liber Pater Commodiana e probabilmente era facilmente visibile alle navi che facevano ingresso nel porto. In fronte ad esso si assume vi fosse stata una statua colossale di Traiano. Una doppia fila di magazzini era disposta ai lati del recinto porticato. Il lato più meridionale dell'esagono costituiva l'area di maggiore traffico per I carichi diretti a Roma. I magazzini disposti lungo il bacino esagonale a nord e, lungo il nuovo canale di Traiano a sud, consentivano che le merci una volta scaricate, venissero alloggiate e successivamente imbarcate su piccole barche e, attraverso il Tevere dirette a Roma. Una componente maggiore dei carichi era costituita dai contenitori ceramici noti come anfore commerciali. I carichi dovevano essere diretti a Roma, più volte durante l'anno, navigando il Tevere. L'enorme accumulo di frammenti di anfore a Monte Testaccio, collina a sud di Roma e adiacente al Tevere, testimonia la portata di questo movimento. Le anfore provenivano per la maggior parte dalla Spagna e dall'Africa settentrionale.
L'area piu enigmatica del bacino è quella del lato VI dove sorge il cosidetto Palazzo Imperiale, un complesso monumentale I cui resti sono visibili fino ad un'altezza di almeno due piani di edificio. Resoconti di archeologi del diciannovesimo secolo descrivono un cryptoporticus, colonnati, terme, un possible teatro, mentre annotano la presenza di sculture pregiate e di iscrizioni. Il complesso del Palazzo Imperiale è di una importanza chiave, dal momento che sorge in una posizione strategica, dominante sia sul bacino del Porto di Claudio che sul bacino del Porto di Traiano. Sebbene l'indagine archeologica ha consentito di ampliare le nostre conoscenze, non ci sono tuttavia evidenze sufficienti da suggerire l'esistenza di un palazzo. L'archeolgia dell'area compresa tra il V lato del bacino esagonale e il Canale di Comunicazione Traverso non è facile da comprendere per il periodo traianeo. Essa costituì una zona centrale del porto pre-traianeo mentre diventò un'area densamente occupata durante la fase tardoantica, quando venne costruita la Basilica Portuense. Tale continuità di occupazione ha causato la creazione di un complesso palinsesto archeologico I cui risultati geofisici sono difficili da interpretare. Ciò nonostante sembra che vi fosse un largo complesso rettilineo in cui la Basilica Portuense fu successivamente edificata.

Veduta aerea del Porto di Traiano e del fiume Tevere
Il Amphorae Romano: un luogo digitale delle risorse è disponibile all'interno del Web site di ArchSearch di Archaeology Data Service.






