Il Porto di Traiano – Le costruzioni ed il bacino

L'area piu enigmatica del bacino è quella del lato VI dove sorge il cosidetto Palazzo Imperiale, un complesso monumentale i cui resti sono visibili fino ad un'altezza di almeno due piani (Fig. 1 ). Resoconti di archeologi del diciannovesimo secolo descrivono un cryptoporticus, colonnati, terme, un possible teatro, mentre annotano la presenza di sculture pregiate e di iscrizioni. Il complesso del Palazzo Imperiale è di una importanza chiave dal momento che sorge in una posizione strategica, dominante sia sul bacino del Porto di Claudio che sul bacino del Porto di Traiano. Sebbene l'indagine archeologica ha consentito di ampliare le nostre conoscenze, non ci sono tuttavia evidenze sufficienti da suggerire l'esistenza di un palazzo. L'archeolgia dell'area compresa tra il V lato del bacino esagonale e il Canale di Comunicazione Traverso non è facile da comprendere per il periodo traianeo. Essa costituì una zona centrale del porto pre-traianeo mentre diventò un'area densamente occupata durante la fase tardoantica, quando venne costruita la Basilica Portuense.

Tale continuità di occupazione ha causato la creazione di un complesso palimsesto archeologico i cui risultati della geofisica sono difficili da interpretare. Ciò nonostante sembra che c'era un largo complesso rettilineo in cui la Basilica Portuense fu successivamente inserita. Il bacino esagonale del porto di Traiano fu collegato al Tevere mediante un nuovo canale, di 40 metri circa di larghezza, che si congiungeva alla Fossa Traiana vicino dove sorge l'Episcopio, e continuava in direzione nord-est fino ad intersettare il Tevere a 600 metri a nord della Fossa Traiana. Questo nuovo canale consentiva che le merci scaricate nel porto venissero successivamente imbarcate e trasportate lungo il Tevere e di qui a Roma. Questo sistema assicurava che tale processo commerciale, marino e poi fluviale, fosse molto più efficiente che nel passato, a testimonianza dell'accresciuta importanza di Portus nel garantire i rifornimenti della capitale a partire dal II secolo d.C.

La costruzione del nuovo canale traianeo fu di importanza primaria nella ripianificazione dell'area pianeggiante compresa tra Portus e il Tevere. L'indagine geofisica ha chiaramente messo in luce l'esistenza di un percorso che corre lungo il lato settentrionale dell'esagono verso il Tevere; e'possible che tale percorso sostituisse quello della precedente via Campana. Conseguentemente il percorso dell'acquedotto subì delle modificazioni, indirizzandosi prima in direzione occidentale verso la nuova strada e, successivamente parallelamente ad essa verso il bacino esagonale. Il complesso architettonico, fra il porto di Traiano e il Tevere, comprensivo del nuovo canale, della strada e dell'acquedotto, avrebbe certamente suscitato un impatto visivo notevole sui visitatori che giungevano da Roma, rappresentando un'espressione eloquente del potere imperiale.

L'area del porto di riva fu soggetta ad ulteriori sviluppi edilizi a partire da Traiano in poi, con la costruzione di nuovi edifici localizzati in prossimità della strada che conduceva al Tevere. Alcuni di questi edifici possono essere identificati come templi, altri come dei mausolei più tardi.

Foto aerea con segni di strutture archeologiche adiacenti al Tevere riferibili ad un percorso, acquedotto e ad altri edifici

Foto aerea con segni di strutture archeologiche adiacenti al Tevere riferibili ad un percorso, acquedotto e ad altri edifici - Soprintendenza Archeologica di Ostia

È noto che una delle aree cimiteriali associate a Portus si sviluppò a partire dalla fine del I secolo d. C. su entrambi I lati della via Flavia, a sud dell'insediamento sull'Isola Sacra. L'indagine archeologica tuttavia ha messo in luce che gran parte dell'area piana compresa tra il bacino esagonale e il porto di riva, a nord del canale di Traiano, era occupata da sepolture. Inoltre il grande complesso archeologico, convenzionalmente noto come il Tempio di Portuno, situato a circa 500 metri ad est dell'esagono, potrebbe essere stato un mausoleo (Fig. 2 ). I nuovi dati archeologichi conseguenti il lavoro svolto nell'area di Porto, hanno messo in risalto come Traiano, così come Claudio prima di lui, designò la costruzione del nuovo porto come un ingresso monumentale alla città di Roma e non solo come un efficiente sistema portuale.

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